Energie…negative, si o no?

In ogni corso arrivano sempre persone preoccupate di “ricevere negatività dagli altri” e chiedono quali rituali possano proteggerle.

 

Sorrido spesso davanti a questa domanda, perché quella che chiamiamo negatività è, in realtà, simile a un vuoto: proprio come in fisica. È una mancanza di amore, di luce interiore, di energia consapevole.

 

Un vuoto non possiede un potere proprio: può solo essere riempito di luce, amore ed energia.

 

Facciamo un esempio semplice. Se camminando per strada trovi una buca nell’asfalto, potresti caderci dentro e quel vuoto potrebbe influenzare il tuo cammino, persino causandoti danni. Eppure, la buca, di per sé, non aveva alcun potere. È stata la tua distrazione, la mancanza di presenza e attenzione, a rendere impossibile evitarla.

 

Nella vita incontrerai sempre persone che portano dentro dei vuoti. Ma sarà la tua consapevolezza, la tua presenza e la tua centratura a impedirti di cadere in quegli inganni.

 

Quando non siamo abbastanza centrati, e l’ego prende il sopravvento, può accadere di identificarci con l’altro. In quel momento iniziamo a vibrare alla stessa frequenza e possiamo avvertire disagio o pesantezza.

 

In realtà non abbiamo ricevuto “negatività”: semplicemente ci siamo posti sullo stesso livello energetico, perché il lavoro su noi stessi non è stato ancora sufficiente.

 

Non esistono formule magiche o rituali miracolosi. Esiste solo un profondo lavoro interiore e una pratica costante di meditazione, che ci permette di diventare un canale puro di energia e di amore.

 

Il sole splende con tale intensità che l’ombra non può mai entrare in lui.

 

Per questo gli operatori Reiki hanno un compito importante: prima di rivolgersi agli altri devono dedicarsi ogni giorno alla meditazione, per ritrovare quella dimensione di pace interiore che permette a ciascuno di diventare un dono nel fluire della vita.

 

Reiki è uno strumento meraviglioso: innalzando le nostre vibrazioni possiamo ispirare anche chi ci sta vicino a fare lo stesso.

 

Ogni approccio amorevole, libero da aspettative, può generare solo benessere in chi lo pratica e in chi lo riceve.

 

Il lavoro sarà sempre, prima di tutto, personale.

Nel cammino spirituale possiamo incontrare molti maestri, ma il viaggio resterà sempre e solo nostro.

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